Certo che negli anni ’60 comprare un televisore era un’operazione che poteva fare chiunque, perché in fondo si doveva decidere solo quanto lo si volesse grande. E anche dopo l’avvento del colore e del telecomando, le opzioni non erano più di tre o quattro. Oggi le cose sono diverse: se non sei il capo ingegnere della NASA, non hai nessuna chance di portarti a casa un televisore sapendo davvero cosa hai comprato. E un elemento tra i più oscuri ma tra i più importanti nella scelta di una TV è senza dubbio la tecnologia dello schermo. Ce ne sono tante, troppe, e non è facile capire quale sia quella più adatta alle nostre esigenze. In definitiva, però, esistono due tipi di schermi: quelli che come base hanno un pannello LCD, che polarizza la luce e non la emette (quindi necessita di una retroilluminazione), e quelli con il pannello che di suo emette luce.
La risoluzione
Andiamo però con ordine e, benché non abbia direttamente a che vedere con la tecnologia dello schermo, parliamo di risoluzione – cioè di quanti pixel è composta la superfice – perché è un altro elemento molto importante. Essenzialmente lo standard è 4K (3840×2160), ma ci sono ancora modelli FullHD (1920×1080) e persino 8K (7680×4320). Sebbene il FullHD renda ancora un’ottima qualità ed è più che sufficiente per guardare la maggior parte delle fonti video, soprattutto televisive, diventa meno indicato se ad esempio si collega un computer o una console gioco di ultima generazione, dove la risoluzione 4K rende la visione decisamente migliore. 8K è ancora meglio, ma contenuti a questa risoluzione praticamente ancora non esistono e richiedono molte prestazioni per essere visualizzati bene.
Quindi, diciamo che 4K è la risoluzione del momento e sarà uno standard ancora per qualche anno. Resta poi la frequenza di aggiornamento, che va scelta alta soprattutto se si intende giocare collegando una console di ultima generazione alla TV, anche se una buona frequenza di aggiornamento rende tutto più fluido e preciso e affatica meno la vista.
LCD
Ecco la prima categoria, che se venisse presa alla lettera dovrebbe contenere solo i televisori LCD retroilluminati da lampade CCFL, cioè praticamente più nessuno, trattandosi di una vecchia tecnologia. Oggi però, nel linguaggio comune, ‘LCD’ viene usato come sinonimo di “schermo non auto‑emissivo”, anche se la retroilluminazione è quasi sempre LED. Vediamole in ordine crescente di qualità.
Edge-LED
Questa tipologia di retroilluminazione prevede i LED posizionati sui bordi del pannello, cosa che permette la realizzazione di apparecchi piuttosto sottili, ma che a livello di qualità si trova ai piedi della scala: l’uniformità è piuttosto scarsa, non sono particolarmente luminosi, i neri sono deboli e il blooming – cioè l’effetto che si verifica quando la luce emessa dagli elementi chiari su sfondi scuri si “spande” oltre i loro contorni, formando un alone visibile – è evidente.
Direct‑LED (DLED)
In questa configurazione i LED sono messi dietro al pannello, ma sono pochi e non organizzati in zone. C’è più uniformità rispetto a Edge-LED, c’è un po’ più luminosità, ma il contrasto resta basso come anche la qualità.
FALD (Full Array Local Dimming)
Questo è il primo reale salto di qualità, perché i LED sono dietro al pannello e divisi in zone di controllo, migliorando notevolmente il contrasto, la profondità del nero e riducendo sensibilmente il blooming.
Mini-LED
Ecco un altro salto di qualità consistente: qui i LED sono migliaia e sono miniaturizzati, con molte zone di controllo. Con questo tipo di tecnologia, l’immagine può raggiungere una luminosità molto alta, il contrasto è eccellente e il blooming è davvero ridotto. I neri non sono ancora perfetti, perché parliamo pur sempre di un pannello non autoemissivo, ma i Mini-LED rendono davvero una ottima qualità dell’immagine.
Mini‑LED + Quantum Dot (QLED / NeoQLED / ULED / QNED)
Altro piccolo gradino in su nella scala della qualità: Mini-LED + Quantum Dot. Senza entrare troppo nei dettagli, i Quantum Dot sono nanocristalli semiconduttori che, quando illuminati da luce blu, emettono luce estremamente pura in rosso o verde a seconda della loro dimensione. Nei televisori LCD moderni (QLED, NeoQLED, ULED, QNED…), i Quantum Dot vengono inseriti in un film tra retroilluminazione e pannello LCD. La retroilluminazione è blu, e i Quantum Dot convertono parte di quella luce in rosso e verde molto saturi.
Sono uno dei motivi per cui i TV LCD moderni possono competere con gli OLED nei contenuti HDR.
OLED
Finalmente entriamo nel regno dei pannelli autoemissivi, cioè quelli dove ogni pixel emette luce. Qui la visione è di livello “premium”: i neri sono perfetti, in contrasto è praticamente infinito e il blooming non esiste. La luminosità è minore rispetto ad a esempio a un QLED, ma non in maniera determinante. Nel complesso, la qualità dell’immagine migliora ulteriormente e in maniera sensibile.
QD‑OLED
Questo è un pannello OLED con in più i Quantum Dot di cui abbiamo parlato prima. Rispetto al semplice OLED, questa tecnologia permette di aumentare la luminosità e di generare colori più brillanti. In pratica, QD‑OLED unisce i neri perfetti dell’OLED con la luminosità e la saturazione dei Quantum Dot. La controindicazione è il prezzo piuttosto elevato, ma l’immagine migliora ancora.
MicroLED
Questa soluzione la indichiamo solo per chi davvero è disposto a spendere anche 100mila franchi per uno schermo. Qui i LED diventano microscopici e l’immagine raggiunge livelli Ultra-Premium. È la tecnologia più vicina alla perfezione: auto‑emissiva, senza burn‑in, luminosissima e modulare. Però è anche, per ora, ultra-costosi!
Conclusione
Se l’obbiettivo è il miglior rapporto qualità/prezzo, oggi Mini‑LED e QLED sono il punto di equilibrio ideale. OLED e QD‑OLED restano superiori, ma a un costo che non sempre è giustificato per l’uso quotidiano. Poi, è ovvio: tutto dipende dalla disponibilità finanziaria e anche dal livello di qualità che si desidera raggiungere.
Tecnologie TV oggi più diffuse (solo TV)
| Tecnologia | Tipo | Emissione luce | Punti di forza | Limiti | Fascia |
| LCD (IPS/VA) | Non auto‑emissivo (LCD) | Retroilluminato | Economico, luminoso | Neri scarsi (IPS), angoli limitati (VA) | Entry / Mid |
| LED | Non auto‑emissivo (LCD) | Retroilluminato | Consumi ridotti, luminoso | Neri non perfetti | Mainstream |
| QLED | Non auto‑emissivo (LCD + Quantum Dot) | Retroilluminato | Colori vividi, alta luminosità | Neri non profondi | Mid / High |
| NanoCell (LG) | Non auto‑emissivo (LCD con filtro) | Retroilluminato | Colori più puri, angoli migliori | Neri non profondi | Mid |
| Mini‑LED | Non auto‑emissivo (LCD premium) | Retroilluminato (Mini‑LED) | Contrasto elevato, luminosità top | Blooming possibile | High |
| NeoQLED (Samsung) | Non auto‑emissivo (Mini‑LED + QD) | Retroilluminato (Mini‑LED) | Luminosità altissima, colori ricchi | Sempre LCD | High / Premium |
| QNED (LG) | Non auto‑emissivo (Mini‑LED + NanoCell) | Retroilluminato (Mini‑LED) | Buon contrasto, colori migliorati | Sempre LCD | High |
| ULED / ULED X (Hisense) | Non auto‑emissivo (Mini‑LED + AI + QD) | Retroilluminato | Ottimo rapporto qualità/prezzo | Qualità variabile | High |
| OLED (WOLED) | Auto‑emissivo | Ogni pixel emette luce | Neri perfetti, contrasto infinito | Burn‑in, luminosità minore | Premium |
| QD‑OLED | Auto‑emissivo (OLED + QD) | Ogni pixel emette luce | Colori più brillanti, più luminoso | Prezzo alto | Premium / Top |
| MicroLED | Auto‑emissivo | LED microscopici auto‑luminosi | Nessun burn‑in, luminosità top | Costi enormi | Ultra‑premium |

