Tra le varie ricerche che costantemente porto avanti, ce n’è una che adoro anche: creare sistemi audio di qualità per ascoltare la musica MP3, WAV, FLAC e via dicendo. In fondo, sentire male la musica è un po’ come guardare un quadro di Picasso su un monitor a 16 colori VGA degli anni ’80. Cioè, nel caso specifico, come ascoltare Qobuz Hi-Res su un altoparlante bluetooth a batteria di quelli tanto in voga oggi. Per cui, essendo anche musicista per hobby, questo tema mi appassiona molto e, negli anni, ho trovato componenti, soluzioni e configurazioni capaci di raggiungere un livello di qualità sonora, come pure di funzionalità, con un rapporto qualità prezzo davvero notevole.

A questo proposito voglio presentarvi l’ultimo progetto su cui sto lavorando: un sistema per ascoltare radio online, Spotify, ma anche Qobuz, facile da usare e da piazzare in un piccolo salotto. Obbiettivo: massima qualità possibile; budget: attorno al migliaio di franchi. Opzione apprezzata: poterci collegare anche la TV.

Un aiuto dall’IA

Ci sono molti modi di usare l’IA, e nel caso specifico ce n’è uno molto redditizio: usarla per delle ricerche molto mirate e molto di nicchia. Se ad esempio si sta cercando un convertitore digitale/analogico di qualità e la ricerca la si esegue su Google, i risultati saranno focalizzate sulle tre o quattro marche più conosciute. Questo perché i motori di ricerca come Google si muovono molto seguendo gradimento e visualizzazioni. Quindi non andranno mai a cercare, ad esempio, in riviste e forum di nicchia dedicati a tecnici audio borderline, che testano apparecchi meno blasonati e poco conosciuti e trovano le cosiddette anomalie di mercato, cioè prodotti di qualità superiore, ma venduti a prezzi di fasce più basse. E questo tipo di ricerche, se glielo dici bene, l’IA le sa fare.

Così, oltre alle mie conoscenze e a quelle dei motori di ricerca classici, ho potuto ampliare le scelte e trovare prodotti davvero interessantissimi.

Vediamo come si compone il set scelto…

Amplificatore Fosi Audio ZA3: Davide nel prezzo, ma Golia nelle prestazioni.

Ecco un primo componente reperito grazie all’IA “segugio”: un amplificatore che costa meno di 150 franchi, ma che offre prestazioni e componentistica di fascia molto superiore.

Per esempio, monta un doppio TPA3255: un’architettura di potenza tipica di amplificatori molto più costosi. Idem per quanto riguarda la presenza di un’entrata bilanciata XLR/TRS: cosa molto rara a questo prezzo, ma un notevole beneficio perché riduce rumore e interferenze. È pure dotato di un’uscita subwoofer, permettendo di realizzare velocemente sistemi 2.1 semplici e puliti. E può lavorare in modalità mono, così da poter essere utilizzato, in coppia, come finale dedicato a ogni canale.

Tra i punti di forza c’è un rumore bassissimo, davvero, particolarmente apprezzabile durante i silenzi tra i brani. E anche il suono è piuttosto stupefacente: è un amplificatore molto neutro e controllato, con bassi puliti, voci naturali e alti non aggressivi, e capace di notevole potenza (155 Watt a 4 ohm), che sale sempre “livellata” senza mai distorcere o sbilanciare le frequenze.

Insomma, davvero una lieta sorpresa. E ora che ho avuto un po’ di tempo per provarlo, posso davvero dire di aver scovato una bella anomalia di mercato, con un prezzo quasi ridicolo per le prestazioni che offre.

Altoparlanti Heco Victa Elite 202: precise, piene, ma senza mai affaticare

È raro che scelgo soluzioni con altoparlanti senza amplificatore interno: di solito lo preferisco, perché essendo integrato negli altoparlanti è regolato esattamente su quei driver, quella grandezza, quella costruzione. Dunque, spesso suona meglio di un’accoppiata tra un amplificatore pensato per collegare diversi tipi e marche di altoparlanti, e altoparlanti pensati per collegare diversi tipi e marche di amplificatori. Ma non è sempre la regola, e questa volta nello specifico devo piuttosto ricredermi.

Quindi, accoppiate all’amplificatore Fosi Audio, ho scelto i diffusori Heco Victa Elite 202, cioè altoparlanti da meno di 250 franchi la coppia, che però offrono una qualità di fascia superiore. Non sono le uniche, e appena avrò occasione testerò altri modelli interessanti. Ma per ora sono piuttosto contento della scelta fatta: si tratta di altoparlanti da scaffale, non piccoli, ma nemmeno troppo grandi, con una potenza di 65 Watt RMS (120 di picco), e con una risposta di frequenza interessante: 35-40’000 Hz. Cosa che, se piazzate bene, può anche far sentire poco la mancanza di un subwoofer.
Siccome però il cliente ama quei bei suoni pieni che il sub può dare se ben regolato, questa volta il subwoofer l’ho messo, e anche con ottimi risultati, ma ve ne parlo dopo…

Dunque, come suonano questi diffusori? Suonano bene, soprattutto collegati all’amplificatore Fosi, che grazie alla sua neutralità e al suo buon bilanciamento delle frequenze, li fa funzionare in maniera molto pulita e dinamica, rendendo un suono chiaro ma non aggressivo, avvolgente e abbastanza caldo, ma con i bassi ben controllati e i medi non invadenti, ma senza rinunciare ai dettagli.

Forse non hanno i medi particolarmente presenti, ma nell’idea di un impianto che sarà spesso acceso per fare musica d’ambiente, avere dei medi non troppo invadenti è il segreto per non affaticare l’udito e per non interferire con le voci degli umani presenti nella stanza. In compenso gli alti sono ben dettagliati: mai invasivi o taglienti, ma chiari e definiti.

Di nuovo: un altro anello della catena con un rapporto tra qualità e prezzo superiore alla media.

PreSonus Eris Sub 8 BT: un subwoofer da « studio » e non da home cinema per rifinire e non gonfiare

Non sono un amante dei subwoofer: non è facile posizionarli, non è facile regolarli, non sono adatti per tutte le stanze, e spesso vengono usati per “pompare” i bassi a tal punto da snaturare la musica.

Ma capisco chi ama quell’impatto e quella pienezza che un sub ben regolato può dare alla scena sonora. Per cui mi sono scervellato per trovare una soluzione capace di soddisfare sia il cliente sia… me.
L’ho trovata in questo subwoofer di PreSonus. PreSonus è un’azienda che si dedica principalmente a materiale da studio di registrazione, in una fascia orientata molto agli Home Studio o a quelli piccoli. Produce quindi del materiale a prezzi accessibili, ma di buona qualità. E questo sub rientra esattamente in questa fascia, con una qualità in più: essendo da studio e non da salotto sono stati privilegiati elementi come la pulizia, la velocità di risposta e l’equilibrio. Cosa che risulta molto positiva in un impianto che finirà in una sala piuttosto piccola, in un appartamento, dove i bassi devono essere presenti e definiti ma non devono saturare e devono sempre essere sotto controllo. E questo PreSonus, posizionato e regolato bene, ci riesce magnificamente.

La scena diventa infatti più consistente e presente, ma senza mai creare l’effetto “wooooo” della stanza che si satura di bassi. Anzi: sorprendentemente, anche alzando il volume, i bassi restano controllati e definiti: aumentano la presenza, in stile concerto in un grande stadio, ma non saturano mai!

Quindi: altro canestro, soprattutto pensando che parliamo di un subwoofer da 100 watt, capace di scendere fino a 30 Hertz, e che, comprando anche un cavo di qualità per collegarlo all’amplificatore, è costato 200 franchi.

E ora, la sorgente: un lettore multimediale proprietario come Wiim o un MiniPC, un media server e un DAC? Indovinate?

Per alcuni è un complicarsi la vita, mentre per altri, me compreso, è un addentrarsi nella giungla più inesplorata della tecnologia, nella speranza di trovare tesori nascosti. E, scoprire che un MiniPC con Linux, Lyrion Media Server – l’erede di Logitech Media Server (LMS) -, Squeezelite e un DAC “anomalia di mercato” possa suonare meglio e dare più possibilità rispetto a un pur ottimo lettore multimediale come il Wiim Ultra, è una bella ricompensa che premia gli sforzi e la perseveranza.

Quindi la sorgente non è un lettore di rete di Wiim, ma è un Mini PC di Acer, con un processone N200, un disco M.2 da 128 Gb e 8 Gb di RAM, con installato Linux, LMS e Squeezelite. Una configurazione che mi sono dato la pena di testare nella versione più opensource e artigianale possibile, installando e configurando Ubuntu Server, LMS e Squeezelite e giocandoci per giorni; incamerando una bella quantità di conoscenze. Però, per il cliente, ho optato per una versione kernel streaming di Daphile, che è essenzialmente la stessa configurazione, ma già ottimizzata e soprattutto gestita e aggiornata nel tempo.

Il risultato finale è dunque un mini pc che non ha né tastiera né schermo; che si accende e si spegne con il pulsante di accensione, il tutto controllabile da un’ottima app da installare sul telefonino, o anche via web dal computer.

Così, a costo zero (o donando qualcosa a chi sviluppa queste magnifiche soluzioni), si ha un lettore multimediale bit-perfect di buona qualità, capace di suonare migliaia di radio online, anche hi-res, come pure di installare praticamente la totalità dei servizi di streaming come Spotify, Qobuz e compagnia.

Ma la qualità migliore di un sistema simile, rispetto a lettori “definitivi” come Wiim, è quella di poter cambiare non solo il software, ma soprattutto il DAC, il convertitore digitale/analogico, cioè uno dei componenti della catena audio più determinanti.

E qui arriva l’ultima chicca: il DAC SMSL SU-1. Un convertitore digitale/analogico da 100 franchi che, come i componenti presentati prima, offre qualità be oltre la fascia del suo prezzo. Monta infatti un chip DAC AKM AK4493S, con un’interfaccia USB XMOS XU‑316, entrambe presenti in apparecchi di fascia superiore, capace di raggiungere una risoluzione PCM via USB di 768 kHz / 32 bit.

Come suona? Bene! È neutro, preciso, bilanciato, dettagliato, solido… Insomma: esattamente il pezzo del puzzle ideale per completare la catena Fosi – Heco – MiniPC con Daphile!

Poi, l’appetito vien mangiando e… Due piccioni con una fava: il DAC Topping E50 II, per un suono ancora migliore e per l’uscita bilanciata

Devo ricordarmi di non far sentire ai clienti il resto del materiale che sto testando. Questa volta ho sbagliato, e ho fatto sentire al cliente il DAC Topping E50 II: un convertitore digitale/analogico da meno di 200 franchi, che però offre prestazioni notevoli, e un suono proprio come piace a me: analitico, preciso, senza colori che non esistono, neutro e naturale. E questo Topping è così: stupisce per quanto sia capace di dettagliare la scena soprattutto quando le voci e/o gli strumenti sono tanti, non impastandosi mai e mantenendo una pulizia e un dettaglio decisamente superiore alla media.

Avendo poi anche un’uscita bilanciata, oltre a migliorare ulteriormente l’accoppiata con l’amplificatore Fosi, anch’esso dotato di entrata bilanciata, libera la seconda entrata dove si potrà poi collegare l’audio della TV.

Non entro nei dettagli perché questo DAC, e altri di Topping, li tratterò a parte. Ma intanto sappiate che si tratta davvero di un prodotto molto interessante, che fra l’altro, in questa configurazione, bilancia con i dettagli la presenza “morbida” degli altoparlanti Heco.  

Daphile: il cuore del sistema, controllabile via web o con lo smartphone

Daphile è in pratica una versione minimale di Linux, con installato Lyrion Media Server e il player Squeezelite. Il tutto ottimizzato per ottenere il miglior suono possibile.

Come detto, il pacchetto può essere realizzato artigianalmente, installando tutto a mano e ottimizzando tutto, ma soluzioni come Daphile sono collaudate, hanno un proprio forum dive gli utenti segnalano problemi o migliorie, e godono spesso di uno sviluppo costante.

Ecco perché, in questo caso, mi sono affidato proprio a Daphile: e dopo vari test posso confermare sia l’ottima qualità, sia la stabilità, come anche la semplicità d’uso.

Pur potendola controllare via Web, da computer per esempio, la via migliore per avere il controllo del proprio sistema audio è lo smartphone. Basta installare l’app Squeezer, mettere lo Smartphone nella stessa rete WiFi di Daphile, e tutto può essere controllato da lì, con un’interfaccia veloce, intuitiva e completa, anche di configurazioni avanzate.

Ultimo punto a favore: una compatibilità molto estesa con diversi modelli di DAC. Cosa che rende l’utilizzo di Daphile davvero pratico.

Il risultato: come suona e come funziona?

Faccio una premessa: se volete semplificarvi la vita e anche spendere un po’ meno, alla catena Fosi – Heco – PreSonus collegate un lettore Wiim Pro Plus (200 franchi) o Ultra (300 franchi) e con 800 o 900 franchi avete un ottimo impianto per la vostra musica liquida. Ma facendo un passo ulteriore, quindi salendo proprio alla cifra tonda di mille franchi, potete avere un lettore più ampio e personalizzabile e anche la libera scelta di DAC!

Il risultato è sorprendente: mi sono dato la pena di posizionare bene tutto, di guardarmi la curva di risposta delle casse Heco per regolare il crossover del sub e, dopo tutto questo, mi sto godendo, da Lyrion con Qobuz, Jericho rimasterizzato dei Simply Red con il sorriso sulle labbra.

Infatti, non è solo una questione della sorprendente massa sonora che, equilibrata, morbida ma definita, riempie bene la stanza, sempre, a qualsiasi volume. È anche una questione di vera e propria qualità d’ascolto: tutto è definito, chiaro e presente, ma rimanendo morbido e non affaticante. I dettagli ci sono tutti, sia sui bassi, sia sugli altri, ma senza mai diventare invadenti, taglienti negli alti o saturi nei bassi.

E la cosa meravigliosa è che questa caratteristica è mantenuta anche alzando il volume oltre la normale pace condominiale: tutto sale, ma tutto sale in maniera uniforme. Tutto quello che c’era prima c’è ancora, solo di più, ma sempre in maniera bilanciata e lineare.

Anche in brani impegnativi e che richiedono precisione e dettaglio, come Llyria di Nik Bärtsch, il pianoforte è lì, preciso come un laser, e il basso scende e scende, senza mai perdersi o perdere di definizione. Le voci sono separate, precise e presenti, e la scena è ampia.

Davvero, un piacere!

Anche Bisso Baba di Richard Bona, che sugli impianti con i bassi fuori controllo provoca saturazione costante, suona pieno, pulito e preciso. Come deve essere.

Conclusione

Da informatico e appassionato, vi confesso che il mondo dell’audio digitale è ricco, vasto e davvero appassionante. Ma anche da utente mi rendo conto che la musica con la qualità di cui dispongo oggi non l’ho mai ascoltata. Come dicevo all’inizio, la musica è come l’arte visiva: anche un quado di Picasso è meglio guardarlo dal vivo, ma se proprio lo si deve guardare su uno schermo, allora è meglio un bel 4K con milioni di colori rispetto a uno schermo a tubo catodico degli anni ’80 con 16 colori e una risoluzione di 640×480 pixel.

Così, anche per la musica, vale lo stesso principio: ascoltare The Wall dei Pink Floyd su un altoparlante bluetooth e suonato da un telefonino, o ascoltarlo su un hardware dedicato, con lettore e DAC di qualità e con un set di amplificatore e altoparlanti di altrettanta qualità, fa una differenza abissale. E soprattutto rende alla musica l’onore e il rispetto che si merita.

E questi sistemi, fatti con il collage di “anomalie di mercato”, assemblate con sapienza a seconda dell’obbiettivo, sono la risposta per tutti quelli che per anni hanno cercato e trovato la qualità in buoni impianti hi-fi collegati e CD o giradischi, ma che l’hanno persa quando hanno iniziato ad ascoltare la musica liquida e in streaming semplicemente collegando un mini Jack a un tablet.

Un buon player abbinato a un servizio ad alta risoluzione come Qobuz può soddisfare anche chi è abituato alla qualità tradizionale del vinile o del CD. Anzi, potrebbe anche riservargli qualche lieta sorpresa!

Fosi Audio ZA3 — Specifiche tecniche

CategoriaDettagli
Chip di amplificazione2× Texas Instruments TPA3255 in configurazione BTL
Potenza in stereoFino a 155–180 W per canale su 4Ω con PSU 48V/5A (varia secondo le misurazioni)
Potenza in monoFino a 235 W su 4Ω in modalità monoblocco
Ingressi– XLR/TRS combo bilanciato
– RCA sbilanciato
Uscite– Uscita diffusori
– Subwoofer out filtrata a 300 Hz
Trigger12V Trigger-In per accensione sincronizzata
Op-amp5 op-amp sostituibili (rolling) per personalizzare la timbrica
AlimentazionePSU 48V/5A inclusa (versione standard)
DesignChassis più grande del V3, manopola arancione, ventilazione laterale e superiore

Pro del Fosi Audio ZA3

1. Potenza elevata e stabile

– Offre una potenza reale molto alta per la categoria, sufficiente a pilotare diffusori anche impegnativi.
– Le misure indipendenti confermano bassa distorsione e buona trasparenza.

2. Connettività completa (per la fascia di prezzo)

– Ingresso XLR/TRS bilanciato: raro in questa categoria.
– Uscita subwoofer dedicata, utile per sistemi 2.1.

3. Modalità mono per configurazioni scalabili

– Può essere usato come monoblocco per aumentare la potenza o migliorare la separazione dei canali.
– Ideale per upgrade progressivi.

4. Op-amp rolling

– Cinque op-amp sostituibili permettono di modellare la timbrica secondo i propri gusti.
– Caratteristica tipica di prodotti più costosi.

5. Raffreddamento migliorato

– Chassis più grande, prese d’aria laterali e superiori → migliore dissipazione rispetto al V3.

6. Rapporto qualità/prezzo eccezionale

– Recensito come uno dei migliori amplificatori entry/mid-level per trasparenza, potenza e funzioni.

Heco Victa Elite 202 — Specifiche tecniche

CategoriaDettagli
TipologiaDiffusori da scaffale / bookshelf
Configurazione2 vie
Woofer / Midrange1 × 125 mm in carta kraft (Heco long-fibre paper cone)
Tweeter1 × 25 mm cupola in seta
Risposta in frequenza38 Hz – 40 kHz
Impedenza nominale4–8 Ω
Sensibilità89 dB (2.8V/1m)
Potenza consigliata amplificatore20–120 W
Frequenza di crossover3.3 kHz
Costruzione cabinetMDF curvato, rinforzi interni multipli
Bass reflexPosteriore
Dimensioni285 × 170 × 240 mm
Peso4.7 kg ciascuno

Pro degli Heco Victa Elite 202

1. Suono caldo, musicale e non affaticante

  • Timbro tipicamente Heco: morbido, naturale, piacevole anche in ascolti lunghi.
  • Ottima resa delle voci e degli strumenti acustici.

2. Bassi sorprendentemente profondi per le dimensioni

  • Il woofer da 125 mm con cono in carta offre un basso più pieno e controllato rispetto a molti bookshelf della stessa fascia.
  • Il reflex posteriore aiuta a estendere la gamma bassa senza gonfiarla.

3. Diffusori facili da pilotare

  • Con sensibilità 89 dB e impedenza 4–8 Ω, si abbinano bene anche ad amplificatori compatti come Fosi ZA3, V3, Aiyima, SMSL, ecc.

4. Costruzione solida e cabinet curvato

  • Il design curvo riduce le onde stazionarie interne.
  • MDF spesso e rinforzi → meno vibrazioni, più precisione.

5. Rapporto qualità/prezzo eccellente

  • Considerati tra i migliori bookshelf entry-level per musicalità e coerenza timbrica.
  • Ottima scelta per stanze piccole/medie.

6. Versatilità

  • Funzionano bene in stereo, come frontali in un 5.1, o come nearfield da scrivania (con un po’ di spazio dietro).

PreSonus Eris Sub 8 BT — Specifiche tecniche

CategoriaDettagli
TipologiaSubwoofer attivo da studio / multimedia
Dimensione woofer8″ (200 mm) in composito
Risposta in frequenza30 Hz – 200 Hz
Potenza100 W (classe AB)
SPL massimo113 dB
CrossoverVariabile 50–130 Hz
IngressiRCA stereo, TRS 1/4″
UsciteTRS 1/4″ (pass-through)
ControlliVolume, fase (0°/180°), lowpass variabile
BluetoothSì, Bluetooth 5.0 con pairing rapido
CabinetMDF rinforzato, porta frontale
Dimensioni298 × 260 × 298 mm
Peso10.5 kg

Pro del PreSonus Eris Sub 8 BT

1. Bassi profondi e controllati

  • Ottima estensione fino a 30 Hz, sorprendente per un sub compatto.
  • Risposta pulita e precisa, ideale per musica, produzione audio e home studio.

2. Bluetooth 5.0 integrato

  • Permette di aggiungere bassi a qualsiasi sorgente wireless.
  • Pairing rapido e stabile, utile per setup minimal o salotti.

3. Controlli completi per l’integrazione

  • Crossover regolabile 50–130 Hz.
  • Switch di fase per ottimizzare l’allineamento con i monitor.
  • Volume indipendente per un’integrazione fine.

4. Compatibile con qualsiasi monitor

  • Perfetto con la serie PreSonus Eris (E3.5, E5, E7 XT).
  • Funziona bene anche con monitor di altri brand o sistemi hi‑fi compatti.

5. Cabinet solido e porta frontale

  • Porta frontale = posizionamento più flessibile vicino a pareti.
  • MDF spesso e rinforzato → vibrazioni ridotte.

6. Rapporto qualità/prezzo molto competitivo

  • Uno dei subwoofer più completi e versatili nella fascia entry‑level.

SMSL SU-1 — Specifiche tecniche

CategoriaDettagli
TipologiaDAC USB entry‑level ad alte prestazioni
Chip DACESS ES9018K2M
Interfaccia USBXMOS XU208
IngressiUSB‑C
UsciteRCA stereo
Frequenze supportateFino a 32‑bit / 384 kHz, DSD256
SNR120 dB
THD+N0.00013%
AlimentazioneUSB‑C (5V)
Dimensioni100 × 25 × 70 mm
Peso150 g

Pro dello SMSL SU‑1

1. Qualità sonora sorprendente per la fascia di prezzo

  • DAC estremamente pulito e trasparente.
  • Misure eccellenti per un modello entry‑level.

2. Plug‑and‑play totale

  • Alimentazione via USB‑C, nessun alimentatore esterno.
  • Driver non necessari su macOS e Linux.

3. Compatibilità universale

  • Funziona con PC, laptop, smartphone, tablet, streamer.
  • Perfetto come upgrade immediato per qualsiasi uscita audio scadente.

4. Dimensioni ultra‑compatte

  • Occupa pochissimo spazio.
  • Ideale per setup minimal o portatili.

5. Misure eccellenti (stile SMSL)

  • THD+N molto basso.
  • Rumore quasi inesistente.
  • Risposta in frequenza lineare.

6. Prezzo imbattibile

  • Uno dei DAC più consigliati nella fascia sotto i 100 franchi.

Topping E50 II — Specifiche tecniche

CategoriaDettagli
TipologiaDAC desktop ad alte prestazioni
Chip DAC2 × ESS ES9039Q2M (dual‑mono)
Interfacce digitaliUSB‑C, Coassiale, Ottico
UsciteRCA stereo, TRS bilanciato (6.35 mm)
Frequenze supportate (USB)Fino a 32‑bit / 768 kHz, DSD512
SNR126 dB
THD+N0.00006%
Alimentazione5V USB‑C
DisplayOLED frontale
ControlliTelecomando incluso
Dimensioni129 × 39 × 98 mm
Peso350 g

Pro del Topping E50 II

1. Qualità sonora di livello superiore

  • Dual‑DAC ES9039Q2M → dettaglio, dinamica e trasparenza eccellenti.
  • Suono neutro e preciso, ideale per ascolto critico.

2. Connettività completa

  • USB‑C, coassiale e ottico per massima compatibilità.
  • Uscite RCA e TRS bilanciate per setup hi‑fi o studio.

3. Misure tecniche ai vertici della categoria

  • THD+N estremamente basso.
  • Rumore quasi nullo.
  • Risposta in frequenza perfettamente lineare.

4. Perfetto per upgrade seri

  • Ideale per chi vuole superare i DAC entry‑level come SU‑1, D10s, E30 II.
  • Ottimo abbinamento con amplificatori trasparenti come ZA3.

5. Display e telecomando

  • Controllo comodo del volume digitale e degli ingressi.
  • Interfaccia chiara e moderna.

6. Rapporto qualità/prezzo molto competitivo

  • Prestazioni da fascia alta a un prezzo medio-basso.

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