Oggi, nel mio laboratorio casalingo, è venuto a trovarmi un graditissimo ospite: un Lenovo IdeaPad Pro 5. È un notebook da 1’400 franchi, che nel mondo PC iniziano già a essere tanti, e proprio per questo sono ben ripagati, perché il notebook è davvero bello e non è certo costruito al risparmio. Anzi, parliamo di un sistema con un potente processore Intel Core Ultra 9 285H, quindi dotato anche di una NPU per le elaborazioni IA locali, con 32 Gb di RAM DDR5 a ben 8500 MHz, di un disco SSD NVMe da 1 TB, di una scheda video Intel Arc 140T dell’ultima generazione e di uno schermo OLED da 2880 x 1800 pixel, che assicura una visione davvero di ottimo livello. Anche la costruzione è degna di nota: è solido, essenziale ma molto bello e curato da vedere; ha l’alimentazione USB-C e ha una tastiera davvero degna di nota: solida, molto precisa e anche silenziosa. Ma vediamolo nei dettagli…
Unboxing: dotazione, costruzione, connettività
La prima cosa che colpisce, appena estratto dalla confezione, è il peso: pesa un chilo e settecento grammi, che non è poco, ma che per il tipo di notebook, cioè con uno schermo da 16 pollici e con prestazioni già di fascia alta, è invece da considerare un peso abbastanza ridotto. Colpisce anche lo spessore, che da chiuso, nella zona più spessa, è di soli 1.6 centimetri. Insieme al notebook c’è l’alimentatore, USB-C, che pure ha un peso e delle dimensioni piuttosto ridotte.
Il materiale è di buona qualità e il design è molto curato e essenziale: spicca subito la luce celeste con la scritta “Lenovo” sul retro dello schermo, davvero stilosa, e il design particolare della zona telecamera, pure molto bello.

L’altro punto di forza è decisamente la tastiera: i tasti sono di ottimo materiale – per usare un ossimoro, duri ma morbidi – e l’utilizzo è particolarmente silenzioso e molto preciso. Una differenza, rispetto alle tastiere classiche dei notebook di fascia medio-bassa, con i tasti in plastica dura e rumorosi, davvero consistente. Tastiera che ha pure due livelli di illuminazione: uno moderato e l’altro… troppo forte. Il touchpad, invece, è un po’ più rumoroso, ma è molto ampio e reattivo, permettendo così di sfruttare a pieno le infinite combinazioni di gesti che i touchpad moderni mettono a disposizione dell’utente. E anche qui è degno di nota lo “sforare” dei tasti cursore che, invece di rendere la tastiera un semplice rettangolo, le dà un interessante elemento di design.


La connettività, di cui la mancanza cronica di porte USB nei notebook rappresenta il problema principale, è comunque sufficiente e interessante perché le due porte USB-C sono in realtà Thunderbolt 4, dove è dunque possibile collegare anche uno schermo, e offrono Power Delivery e DisplayPort Alt Mode. Oltre a queste ci sono due porte USB-A 3.2 tradizionali, una uscita minijack, una HDMI e c’è il lettore di schede SD. Oltre alle connessioni fisiche, c’è il WiFi, notevole perché è WiFi 7, e il bluetooth versione 5.4.
Lo schermo: bello, ma lucido
Lo schermo da 16 pollici merita un capitolo a parte, prima di tutto per via della “bizzarra” risoluzione, che con 2880×1800 pixel non ha un rapporto di 16:9 come il Full HD e il 4K, ma ha un rapporto di 16:10, quindi la superficie risulta più ampia verticalmente. E, dopo averlo utilizzato per un po’, ritengo che questo formato si addica particolarmente ai computer portatili.
La qualità dell’immagine è davvero ottima: luminosa, precisa, definita e con un ottimo contrasto. Una qualità che rende davvero possibile lavorare anche su programmi grafici senza dover per forza collegare uno schermo esterno. E una qualità che si apprezza particolarmente nella riproduzione di video e film, dove, grazie anche ai 120Hz raggiungibili dallo schermo, la visione è davvero un piacere.
C’è un “ma”, che però è più una questione di filosofia: lo schermo è lucido. Quindi sì, tutto è più chiaro, brillante e definito, ma se non si calibra bene l’angolo di visione rispetto alle fonti luminose della stanza e persino della tastiera illuminata, si rischia di trovarsi con un sacco di riflessi fastidiosi, primo tra tutti quello della tastiera illuminata quando lo sfondo è scuro. Va detto però che aggiustando bene le fonti luminose e la posizione di visione, si riesce a risolvere il problema anche completamente.

L’audio: un po’ misero per un computer che viene venduto come “multimediale”
Si sa che, soprattutto in ambito PC, l’audio dei notebook non è mai stato motivo di vanto. Tranne, infatti, per qualche modello con sistemi audio griffati, dove si raggiungono livelli decenti ma mai tanto di più, la qualità sonora della maggior parte dei computer portatili è piuttosto misera. E questo non fa tanta eccezione: si sente tutto, si sente anche bene, il volume è sufficiente, ma i bassi quasi non esistono e la qualità sonora nel complesso è piuttosto mediocre. Se però volete recuperare la qualità persa, è sufficiente collegare delle cuffie di qualità al minijack o via bluetooth e il problema è risolto.
Le prestazioni: scheda grafica forse un po’ debole, ma compensata dal processore
Come detto, questo è un computer portatile con prestazioni di fascia alta per quanto riguarda processore, RAM e disco. Lo è un po’ meno per quanto riguarda la scheda video, che è una Intel Arc 140T di ultima generazione, integrata nella piattaforma Meteor Lake, e che, pur garantendo prestazioni ottime in 2D e sufficienti anche per il 3D non spinto (quindi tipo il 3D su Archicad e non quello di Artlantis), non è in linea con il resto dei componenti, e risulta avere prestazioni sensibilmente minori rispetto ai modelli con una scheda grafica dedicata. Ma appunto, se non si fa 3D spinto e non si installano videogiochi pesanti, praticamente non ce ne si accorge. Inoltre, molte operazioni grafiche, come ad esempio il montaggio video, possono essere compensate dalle buone prestazioni del processore l’Intel Core Ultra 9 285H. Sebbene, infatti, la GPU integrata sia sensibilmente peggiore di quella, ad esempio, del Chip M4 di Apple e i consumi siano superiori, questa CPU lo raggiunge come prestazioni multicore. Quindi stiamo parlando di una delle migliori CPU per dispositivi mobili attualmente sul mercato, cosa che rende questo notebook particolarmente reattivo e con un buon margine anche per applicazioni che richiedono un intenso utilizzo del processore. E, ciliegina sulla torta, questo processore è dotato di NPU, cioè un chip dedicato per l’elaborazione locale dell’IA, ancora poco usato ma che col tempo acquisterà sempre più importanza.
Altrimenti il notebook è molto reattivo per praticamente ogni tipo di utilizzo: che sia una pagina web, un documento, una foto o un progetto grafico, tutto si apre velocemente, il lavoro è fluido e stabile e le attese sono ridotte al minimo. Ad esempio, durante tutte le operazioni di preparazione, quindi aggiornamenti, installazione delle applicazioni, pulizia e ottimizzazioni, il computer è praticamente sempre restato silenzioso, tranne in un paio di occasioni in cui, per qualche secondo, ho sentito girare le ventole. Buone notizie anche per la batteria, che ha retto cinque ore di installazioni, aggiornamenti e test e aveva ancora un buon 40% di vita rimanente. È dunque facile supporre che, con un utilizzo medio e non troppo stressante, la batteria possa durare una giornata intera.
Conclusione
La conclusione è molto facile: escludendo il 3D grafico spinto, il gaming intensivo e il montaggio di lunghi video in 4K, questo notebook è all’altezza di qualsiasi applicazione, ed è anche “predisposto” per il futuro, in quanto dotato di una NPU dedicata alle elaborazioni IA locali che, è facile prevederlo, prenderanno sempre più piede nei prossimi anni.
Per il resto, parliamo di un notebook di qualità, con un design bello, costruito con materiali di qualità, con un ottimo schermo, una tastiera precisa e silenziosa, un touchpad ampio e reattivo e un buon livello di connettività, con due porte Thunderbolt 4, di cui una però viene persa per l’alimentazione USB-C, e il WiFi 7 (il più recente e performante, tanto che molti router ancora non ne sono dotati).
Interessante anche la risoluzione, che con 2880×1800 pixel passa da 16:9 a 16:10, aumentando la dimensione verticale dello schermo e migliorando notevolmente l’esperienza dell’utente.
Per cui, anche se è infinitamente meglio lavorare su un computer desktop fisso e con un bel monitor grande, questo è un notebook che può essere impiegato anche per lunghe sessioni di lavoro, senza affaticare la vista, senza surriscaldarsi e senza patire mancanza di prestazioni. Insomma: un notebook che non vuole essere una “gaming machine”, ma che eccelle in tutto il resto.
Lenovo IdeaPad Pro 5 — Pro e Contro
| Pro |
| Costruzione solida e curata: materiali di qualità, design essenziale ma elegante. |
| Tastiera eccellente: precisa, silenziosa, con due livelli di retroilluminazione. |
| Schermo OLED 16:10 da 2880×1800: luminoso, definito, ottimo per lavoro e contenuti multimediali. |
| Prestazioni elevate: Intel Core Ultra 9 285H, 32 GB DDR5, SSD NVMe da 1 TB. |
| NPU integrata: già pronta per le elaborazioni IA locali dei prossimi anni. |
| Connettività completa: 2× Thunderbolt 4, 2× USB-A, HDMI, jack audio, lettore SD. |
| WiFi 7 e Bluetooth 5.4: il meglio delle connessioni wireless attuali. |
| Buona autonomia: regge una giornata di lavoro leggero/medio. |
| Silenzioso: ventole quasi sempre inudibili. |
| Contro |
| Schermo lucido: bellissimo, ma richiede attenzione alle fonti luminose. |
| Audio mediocre: volume ok, ma bassi quasi assenti. |
| GPU integrata Intel Arc 140T: buona per 2D e 3D leggero, ma non per gaming o rendering pesante. |
| Una porta Thunderbolt “persa” per l’alimentazione: resta comunque un buon set di porte. |
| Peso non piuma: 1.7 kg si sentono, anche se giustificati dal formato e dalla potenza. |

