Viviamo in una società dedita ai consumi sfrenati e spesso, sarà capitato anche a voi, ci si ritrova in casa un sacco di apparecchi perfettamente funzionanti ma “obsoleti”, di cui non sappiamo che farci. E uno dei dispositivi più vittima dell’obsolescenza, programmata o compulsiva che sia, è lo smartphone. Lo tengo? Lo butto? Lo metto in un cassetto “che può sempre venire buono”? O mi rassegno e lo butto? Niente di tutto questo: lo trasformo in una radio!
Lo spunto viene dalla mia vicina di casa, che si è ritrovata a dover cambiare la radio FM, proprio perché FM, ma anche aveva appena cambiato smartphone, e nel cassetto c’era il vecchio Xiaomi Poco X3: uno smartphone del 2020, di tutto rispetto e ancora perfettamente utilizzabile. Dunque, ecco l’idea: trasformare il vecchio smartphone in una radio, così da poter ascoltare le emittenti sparite dalle FM, ma non solo, perché essendo uno smartphone è possibile installare anche applicazioni come Spotify o Youtube, trasformando di fatto il vecchio telefono in un piccolo player multimediale, portatile e di discreta qualità. E soprattutto diventa un dispositivo dedicato, che non viene sempre interrotto dalle telefonate e dai messaggi come invece avviene se come sorgente si usa lo smartphone personale. E soprattutto se in famiglia si è più di uno, il dispositivo è utilizzabile da tutti senza limitazioni.
Ovvio che di per sé la cosa è fattibile semplicemente collegando lo smartphone a degli altoparlanti bluetooth e installando le app desiderate, ma…

In questo caso, però, ho voluto fare di meglio: ho reinstallato lo Xiaomi Poco X3 con una ROM personalizzata (LineageOS) e ho caricato soltanto Spotify, un software per le radio online e CleanTube, per vedere (ascoltare) Youtube. Ho messo anche Google Store così che l’utente possa installarsi altre app di streaming senza doverlo fare manualmente. Ma con queste poche app installate, il sistema diventa velocissimo, stabile e soprattutto la batteria dura giorni, perché non ci sono decine di applicazioni in background a fare cose: con poche app installate e nessun servizio in background, il consumo energetico crolla: il telefono diventa quasi un dispositivo embedded.
Il risultato è ottimo: il Poco X3 è diventato un player multimediale capace di riprodurre musica da diverse sorgenti e anche a una buona qualità: molti Android, se il driver bluetooth lo include (e il Poco X3 è uno tra quelli), possono abilitare il codec LDAC nelle opzioni sviluppatore, e se gli altoparlanti lo supportano si ottiene una buona qualità di riproduzione, fino a 990 kbit/sec.
In questo caso la vicina di casa aveva delle Mackie CR2-X che non supportano codec avanzati (quindi usano SBC, il codec base del bluetooth), ma la qualità è comunque più che decente. Se però gli altoparlanti non li avete ancora, e avete anche il buon senso di non usare quei cilindri bluetooth dal suono quasi sempre disgustoso tanto in voga, vi consiglio, come soglia minima ma già ottima, delle Edifier M60 da 66 Watt, che supportano LDAC e via USB sono anche Hi-Res. Costano 110 franchi, che sembra poco, ma vi posso assicurare che la qualità del suono supera di molto la maggior delle radio con altoparlanti incorporati e regge il confronto con impianti hi-fi molto più costosi.

Quindi, non buttate il vostro vecchio Smartphone! Può diventare un player multimediale, ma può diventare molte altre cose: una camera di videosorveglianza nella stanza di un bambino, un sistema di allarme per la casa… Ma soprattutto non diventa un rifiuto.

