Oggi nel mio laboratorio è arrivato un gradito ospite: un notebook Gigabyte GiMATE AERO X16, cioè una bestia di computer con un Ryzen™ AI 9 HX 370 come processore e addirittura una RTX 5070 come scheda video. Una configurazione che promette (e mantiene) prestazioni di alto livello, ma che anche mi dà l’occasione per spiegare bene un “dettaglio” spesso poco chiaro tra gli utenti, e cioè la differenza abissale che c’è tra un computer IA standard, quindi solo con la NPU, e uno con una scheda video dedicata. Qual è questa differenza? Fino a venti volte di prestazioni in più per il secondo! Ma andiamo con ordine e parliamo un po’ di questo computer…

Obiettivo: la potenza bruta, tagliando là dove non serve
Gigabyte non è una marca particolarmente conosciuta per quanto riguarda la costruzione di notebook; lo è molto di più per la realizzazione di schede madri di ottima qualità per assemblatori di computer e per i monitor, soprattutto da gamer. Però, costruendo appunto schede madri, monitor e dischi, il passo per realizzare dei computer interi è piuttosto breve, e Gigabyte ci riesce piuttosto bene. Lo fa essenzialmente per un mercato di nicchia, cioè quello delle prestazioni, per giocatori e creatori. E lo si vede in tutti i dettagli: a iniziare dalla costruzione, solida e di qualità, con un eccellente sistema di raffreddamento, ma dalle dimensioni piuttosto contenute. Ad esempio, lo spessore è di “soli” 20 millimetri e il peso è “soltanto” di 1.9 chilogrammi: tanto per un notebook, ma poco per un modello con queste prestazioni. Persino la tastiera è votata alla performance: pur trattandosi di un notebook con uno schermo da 16 pollici, non c’è il tastierino numerico (usato poco sia dai giocatori sia dai creatori di contenuti), in maniera da poter avere tasti grandi, spaziati tra loro, solidi e precisi. Persino le lettere sui tasti sono immense, così che nell’enfasi di una video-sparatoria con l’adrenalina a mille, l’utente non possa sbagliare tasto e farsi uccidere… Bello pure il touchpad, davvero immenso, preciso e reattivo.

Interessante è anche la connettività, soprattutto per quanto riguarda il numero di porte: sulla sinistra ci sono la presa per l’alimentatore (non USB-C), una porta di rete a 1 gigabit/sec (peccato che non sia almeno 2.5 o addirittura 5…), una HDMI 2.1, una USB-C USB4 (che supporta DisplayPort™ 1.4 e Power Delivery 3.0) e una USB-A 3.2 Gen1; mentre sulla destra si trovano un’altra USB-A 3.2 Gen1, una USB-A 2.0 e il mini-jack per microfono e altoparlanti. Mentre per quanto riguarda la connettività senza filo, troviamo Bluetooth 5.2 e Wi-Fi 6E: certo, non sono l’ultimissima versione, ma fa parte della filosofia di questo computer. È infatti un notebook costruito con la filosofia del massimo del minimo: togli tutto ciò che non serve a un giocatore o a un creatore di contenuti, e investi ogni franco in CPU e GPU. Il risultato è una macchina che costa 1500 franchi ma si comporta come una worstation da 2500. Non ha Wi‑Fi 7, non ha Bluetooth 5.3, non ha lo schermo OLED, non ha Thunderbolt. E non gli servono. Perché ogni franco risparmiato lì è finito dove fa davvero la differenza: nella potenza bruta.


E a proposito di questo, è bello notare che, proprio per privilegiare prestazioni e stabilità, l’installazione base con cui lo si acquista non è il solito carosello di software in prova, antivirus che dopo tre mesi scadono e via dicendo: no, l’installazione è ben curata, minimale, senza fronzoli o software inutili, focalizzata esclusivamente sulle prestazioni. E brava Gigabyte!
Anche lo schermo, da 16″ pollici con un rapporto 16:10 e una risoluzione di 2560×1600 pixel, non è OLED ma è comunque di ottima qualità: tutto è chiaro, preciso e definito. Non eccezionale come può essere uno schermo OLED, ma perfetto per creatori e giocatori, grazie anche a una frequenza di aggiornamento fino a 165 Hz e un onorevole tempo di risposta di 3 ms.
Per il resto, spicca l’audio, non eccelso ma decisamente migliore della maggior parte dei notebook di questa fascia e anche di superiori, e spicca la batteria, da 76 Wh ai polimeri di litio, che dopo 6 ore di installazione, configurazioni e test era ancora oltre il 40%. Davvero ottima se si tiene conto delle notevoli prestazioni di questo computer.
Ma la vera differenza la fanno la GeForce RTX 5070 con i relativi strumenti di Nvidia dedicati all’IA, ma soprattutto con la suite messa a disposizione proprio da Gigabyte (solo per alcune serie di notebook e il GiMATE AERO X16 è tra questi), che comprende un pacchetto di strumenti IA completo che va dalla creazione di contenuti fino addirittura alla programmazione: un’IA che potendo disporre, sia per la suite Nvidia sia per quella di Gigabyte, di una scheda grafica dedicata va ben oltre le prestazioni di un “normale” PC IA con solo la NPU. Approfondiamo…

PC IA con scheda grafica dedicata, cosa cambia?
Benché il marketing sia molto accorto nel mettere tutti i computer IA nello stesso calderone, esiste invece una netta differenza tra computer che elaborano l’IA solamente con la NPU del processore e quelli che invece, oltre alla NPU, possono combinare anche una scheda grafica dedicata. Le prestazioni possono essere infatti anche venti o più volte superiori, definendo un confine netto tra computer IA che servono per scontornare una foto o per mettere un filtro antirughe sulla nostra immagine durante una videoconferenza e computer IA per generare e elaborare contenuti pesanti anche in 4K.
Nella tabella seguente ci sono, in sintesi, le differenze tra un PC AI che opera solo con la NPU e uno invece che può usare anche la GPU. Nel nostro caso, il GiMATE AERO X16 con la sua RTX 5070 raggiunge quasi 1000 TOPS (trilioni di operazioni IA al secondo), contro i 40-50 di una normale NPU!
AI PC vs AI PC con GPU dedicata
La differenza tra marketing e potenza reale
| AI PC (solo NPU) | AI PC con GPU dedicata (Nvidia/AMD) | |
| Potenza AI | 40–60 TOPS tipici (NPU) | 1000+ TOPS effettivi (Tensor Cores / RT Cores) |
| Carichi gestibili | Trascrizione, scontorno base, filtri, upscaling leggero | Editing 4K/8K, generazione immagini/video, modelli LLM locali, upscaling avanzato |
| Suite AI supportate | Funzioni integrate nel sistema (Windows Studio Effects, Copilot locale) | Tutta la suite Nvidia AI: Broadcast, Canvas, RTX Video, Stable Diffusion ottimizzato, TensorRT, ecc. |
| Prestazioni in editing video | Timeline 1080p fluida, 4K spesso limitato | Timeline 4K fluida, export accelerati, effetti AI in tempo reale |
| Generazione immagini (Stable Diffusion, ecc.) | Lenta, spesso non supportata nativamente | Da 5× a 20× più veloce, modelli più grandi e complessi |
| Carichi misti (CPU+GPU+NPU) | La NPU evita di saturare la CPU | La GPU fa il grosso del lavoro, la NPU gestisce task paralleli |
| Consumo energetico | Molto basso, ottimo per autonomia | Più alto, ma enormemente più veloce |
| Target ideale | Office, creators leggeri, studenti, videoconferenze | Creators seri, fotografi, videomaker, 3D, streaming, AI generativa |
| Longevità | Limitata: la NPU cresce lentamente | Alta: le GPU evolvono rapidamente e supportano nuovi modelli |
| Costo | Più economico | Più costoso, ma con rapporto prestazioni/prezzo migliore per chi crea contenuti |
Suite Nvidia e GiMATE, dove l’IA elaborata in locale fa la differenza
Quindi abbiamo capito: la maggior parte dei PC IA è dedicato a soddisfare più le esigenze del marketing, che definisce PC IA un computer che in realtà ha una potenza sufficiente solo per scontornare le foto, aggiungere un effetto a una videochiamata e poco altro. Senza contare che la maggior parte del calcolo degli assistenti IA dei sistemi operativi viene ancora fatto quasi interamente nel cloud.
Il vero PC IA è invece quello che realmente dispone di una potenza di calcolo sufficiente per elaborare l’intelligenza artificiale in locale: dunque tutti i computer con una scheda video predisposta per elaborare l’IA. Solo con queste condizioni il computer acquista davvero quella potenza per poter affrontare contenuti generativi ed elaborazioni complesse come fanno sia la suite di GiMATE sia quella di Nvidia. Ma non solo: molti software grafici sono in grado di sfruttare già oggi questa caratteristica, come ad esempio fanno Photoshop, Premiere Pro, DaVinci Resolve e Blender per diverse loro operazioni IA.

La bella notizia, per noi, è proprio che questo AERO X16 fa parte a tutti gli effetti dei PC IA “veri”, e che dunque non solo dispone della suite AI di Nvidia, ma anche di quella esclusiva creata da Gigabyte. Quest’ultima include GiMATE, un utilitario che gestisce la configurazione e le prestazioni della macchina in base al profilo, e lo fa molto bene, disponendo di diverse configurazioni espressamente realizzate per giocatori, creatori, o anche solo per un buon risparmio energetico. E si occupa anche degli aggiornamenti di driver e BIOS, cosa molto utile su PC IA in costante evoluzione. Oltre a questa utility c’è GiMATE Creator, una potente suite grafica generativa, capace di elaborare e appunto di generare immagini e video velocemente e con ottima qualità partendo da prompt vocali Interessante anche GiMATE Coder, un potente strumento IA per generare codice in diversi linguaggi. È raro che un produttore offra una suite IA realmente utile e non un semplice gadget, ma in questo caso davvero non si tratta di un gadget.

Interessante anche la suite Nvidia, composta da diverse applicazioni tra cui Nvidia Broadcast, un potente software IA che, accoppiato a programmi come OBS Studio, trasforma il computer in un piccolo ma potente studio per la realizzazione di podcast, dirette e video di ogni genere. Degno di nota, ancora in fase sperimentale, Project G-Assist: un assistente AI capace di interagire con ogni parametro e componente del sistema, per controllare, gestire e ottimizzarne l’intero sistema.

Un po’ di test…
Non mi sono messo a fare benchmark, anche perché preferisco fare delle prove su applicazioni reali. Ed è quello che ho fatto, mettendo alla prova questo GiMATE con DaVinci Resolve, su un video di un minuto in 4K. Subito si nota che la timeline scorre fluida, sia con il video originale, sia quando si inizia a mettere degli effetti. E questa è una qualità prestazionale molto apprezzata dai montatori, che odiano una timeline che si muove a scatti per mancanza di prestazioni.

Anche le esportazioni sono piuttosto stupefacenti: il video senza effetti viene esportato tra i 13 e i 17 secondi a seconda che si usi H.264, H.265 o ProRes. Per fare un confronto, la stessa esportazione ma da un computer fisso con una Radeon VII (potente ma ormai datata) impiega circa 24 secondi (in H.264). Anche aggiungendo effetti la velocità resta notevole, esportando in meno di 20 secondi lo stesso formato ma con l’effetto “ripresa mossa” e in 30-35 se l’effetto è “pellicola rovinata”. Insomma, prestazioni davvero di tutto rispetto!

Le ventole… Le ventole girano costantemente a velocità media, per garantire un’anteprima fluida sempre, e aumentano quando si eseguono esportazioni o si applicano effetti pesanti, ma la temperatura del computer resta sempre sotto controllo, facendo onore a un sistema di raffreddamento di qualità pensato proprio per far fronte a carichi intensivi e prolungati senza danneggiare la macchina. Bisogna solo ricordarsi che sul fondo del notebook ci sono altre bocchette di aerazione, ragione per cui va evitato di appoggiarlo su superfici morbide che possono ostruire il passaggio dell’aria. Ma a parte questo, parliamo davvero di un PC con prestazioni molto solide.
Conclusione
Quando il cliente mi ha commissionato la ricerca e la preparazione di questo notebook ero molto scettico. La richiesta era quella di poter montare video in 4K e lavorare con Blender, operazioni che richiamano in maniera naturale l’utilizzo di un desktop fisso, costruito con materiale desktop e non da notebook. Siccome però il cliente ha insistito, ho deciso di vedere se esistesse davvero un notebook, a prezzi non stratosferici, capace di fare questo. La risposta è che c’è: questo Gigabyte GiMATE AERO X16 non è un notebook per tutti, perché è stato costruito per avere come unico obiettivo le prestazioni. Dunque, niente schermo OLED ma solo IPS, niente Wi-Fi 7 ma solo 6E, niente tastierino numerico, niente videocamere 4K o Bluetooth 5.4, ma ognuno di questi componenti è calibrato al limite per non essere una limitazione, così da poter investire tutto il budget sull’ottimo Ryzen™ AI 9 HX 370 e sull’altrettanto ottima Nvidia GeForce RTX 5070. Il risultato è un vero PC ad alte prestazioni, che grazie ai quasi 1000 TOPS della scheda video è capace di elaborare l’IA fino a 20 volte più velocemente di un PC IA con solo la NPU.
Grazie a questo può beneficiare non solo della suite IA di Nvidia, ma anche di quella espressamente realizzata da Gigabyte per questi modelli di notebook, di cui spicca GiMATE Creator, una suite generativa per la creazione e l’elaborazione di contenuti foto e video che beneficia di tutta la potenzialità espressa dall’intelligenza artificiale.
Così, oltre a dimostrare che un notebook da circa 1500 franchi può lavorare davvero su un video in 4K senza sciogliersi, esplodere o impiegare settimane per un rendering, abbiamo anche sfatato il mito secondo cui, per certe prestazioni, si debba per forza utilizzare un computer desktop. È ancora vero se parliamo di prestazioni estreme, ma per il resto, oggi, anche un notebook come questo GiMATE può svolgere con soddisfazione elaborate operazioni di rendering, senza far rimpiangere il caro vecchio, ingombrante ma potente, computer desktop.
Pro / Contro del Gigabyte GiMATE AERO X16
| Pro | Contro |
| Prestazioni eccellenti grazie a Ryzen AI 9 HX 370 + RTX 5070 | Niente Wi‑Fi 7 (solo 6E) |
| Quasi 1000 TOPS di potenza AI reale | Bluetooth 5.2, non 5.3/5.4 |
| Timeline 4K fluida e export rapidissimi | Niente Thunderbolt |
| Suite Nvidia AI completa e suite GiMATE dedicata | Schermo IPS, non OLED |
| Costruzione solida, buon raffreddamento | Tastierino numerico assente (per alcuni è un limite) |
| Installazione pulita, senza bloatware | Peso non leggerissimo (1.9 kg) |
| Ottima autonomia per la categoria | Porte USB-A 2.0 ancora presenti |
| Rapporto prezzo/prestazioni sorprendente (1500 CHF) | Non è un notebook “per tutti” |
Per chi è / Per chi non è
| Per chi è | Per chi non è |
| Videomaker che lavorano in 4K | Chi vuole un ultrabook leggerissimo |
| Creatori di contenuti che usano AI locale | Chi cerca autonomia estrema (10+ ore) |
| Fotografi che usano Lightroom/Photoshop con funzioni AI | Chi vuole uno schermo OLED a tutti i costi |
| Utenti che usano DaVinci Resolve, Blender, Topaz AI | Chi vuole un notebook “da ufficio” silenziosissimo |
| Chi vuole un PC IA vero, non solo marketing | Chi non ha bisogno di GPU dedicata |
| Gamer che vogliono prestazioni solide senza spendere 2500 CHF | Chi vuole la connettività più moderna (Wi‑Fi 7, BT 5.4) |
| Chi cerca un notebook potente ma non vuole un desktop | Chi vuole un design minimalista e super‑premium |

